Philip Kotler ha scritto le regole. Ma il gioco, nel frattempo, è cambiato.
Oggi il marketing non vive solo nei manuali, ma dentro strumenti, flussi di lavoro, interfacce, notifiche. È diventato software, UX, automazione. È diventato Notion, Canva, Substack, Zapier.
Questa trasformazione non è solo tecnologica. È un cambio di mentalità: da strategia calata dall’alto a ecosistema modulare, aggiornabile, ibrido.
Perché parliamo di evoluzione del Marketing
Negli anni ‘60, il marketing era una disciplina ben definita, con modelli lineari e obiettivi chiari. Kotler ne ha codificato le fondamenta: prodotto, prezzo, promozione, punto vendita.
Oggi quel modello è ancora utile, ma non basta più. Le piattaforme digitali hanno trasformato il modo in cui le persone scoprono, scelgono, parlano e comprano.
Parlare di evoluzione del marketing significa riconoscere che le regole non sono scomparse: si sono integrate in strumenti nuovi, spesso invisibili, ma profondamente influenti.
Il passaggio da Kotler a Notion non è simbolico. È pratico. Racconta un marketing che non si spiega solo a parole, ma si costruisce ogni giorno, dentro tool, processi e micro-decisioni.
Le 5 fasi che hanno cambiato il Marketing
L’evoluzione del marketing si può leggere come una sequenza di transizioni. Cinque fasi che raccontano come sono cambiati i contesti, i linguaggi e le priorità, dalla fabbrica al feed.
1. Marketing 1.0: Prodotto Al Centro
Negli anni del boom industriale, l’offerta guidava tutto. Le aziende producevano in massa e il marketing serviva a vendere ciò che era già stato fatto. Il focus era sulla qualità, sull’efficienza e sul prezzo. Il prodotto era l’unico protagonista.
2. Marketing 2.0: Consumatori, Non Solo Numeri
Con l’aumento della concorrenza e della varietà, le aziende iniziano a studiare chi compra. Nascono le ricerche di mercato, le segmentazioni demografiche, i target. Il consumatore entra nella conversazione, ma soprattutto nei database.
3. Marketing 3.0: Valori E Responsabilità
La comunicazione si fa più narrativa. Le persone iniziano a chiedere trasparenza, etica, scelte responsabili. Le aziende rispondono con purpose, mission, storytelling. I valori diventano parte del posizionamento, non solo del branding.
4. Marketing 4.0: Connettività E Interazione
Arrivano internet, i social, gli smartphone. Il marketing si distribuisce su più canali, diventa conversazione, relazione, community. Si lavora su funnel digitali, customer journey, experience design. I dati iniziano a guidare le scelte.
5. Marketing 5.0: Tecnologia Al Servizio Della Persona
Dall’analisi si passa alla previsione. L’intelligenza artificiale personalizza le esperienze, l’automazione ottimizza i flussi. L’obiettivo non è solo vendere, ma essere rilevanti nel momento giusto, nel contesto giusto, con l’approccio più umano possibile.

Da Kotler a Notion: Come le idee si fanno strumento
I modelli teorici di Kotler hanno definito i principi base del marketing. Oggi quegli stessi principi funzionano dentro strumenti digitali che traducono strategia in operatività.
Notion è uno di questi strumenti. Non rappresenta solo un’app di produttività, ma una struttura modulare che riflette il tipo di marketing flessibile e connesso previsto dal 4.0 e 5.0.
1. Organizzazione Agile
In Notion, ogni elemento è modificabile, spostabile, collegabile. Le pagine possono contenere database, tabelle, calendari, contenuti testuali e visivi. Tutto può essere riorganizzato senza costi strutturali.
Questo approccio consente di adattare progetti e flussi di lavoro ai cambiamenti, anche frequenti, delle strategie di marketing. L’agilità non è teorica: è una funzione incorporata nell’interfaccia.
Collaborare in tempo reale, commentare direttamente nei task, condividere knowledge base e roadmap in un unico spazio riduce la frammentazione tipica dei team marketing distribuiti.
2. Gestione Della Conoscenza
Notion permette di costruire archivi dinamici di contenuti, brief, insight, dati e asset visivi. Ogni elemento è linkabile internamente, favorendo la connessione tra idee e azioni.
Questo consente di tenere traccia delle decisioni prese, delle strategie testate e delle campagne lanciate, senza dipendere da file sparsi o memorie individuali.
Nel marketing digitale, dove ogni campagna genera documentazione, repliche e metriche, avere uno spazio centrale e accessibile per tutto diventa una pratica di continuità operativa.
Domande frequenti sul Marketing da Kotler alla Digitalizzazione
Che cosa sono le 5 A di Kotler?
Le 5 A di Kotler rappresentano le fasi del percorso decisionale del consumatore nell’era digitale: Awareness (consapevolezza), Appeal (attrazione), Ask (ricerca), Act (azione), Advocacy (promozione). Ogni fase descrive come una persona scopre, valuta e interagisce con un brand prima e dopo l’acquisto.
Perché Notion è utile nel marketing moderno?
Notion consente di centralizzare in un unico ambiente documentazione, task, contenuti, strategie e metriche. È utile per costruire sistemi di lavoro condivisi, tracciabili e personalizzabili, riducendo la dispersione tra file, tool e canali diversi. Può essere utilizzato per creare calendari editoriali, archivi di campagne, dashboard di progetto o spazi di collaborazione in tempo reale.
Qual è la differenza tra Marketing 4.0 e 5.0?
Il Marketing 4.0 si concentra sulla transizione digitale: multicanalità, social media, community, uso dei dati. Il Marketing 5.0 integra tecnologie avanzate come intelligenza artificiale, automazione e realtà aumentata per offrire esperienze sempre più personalizzate e predittive. Entrambi mettono al centro l’utente, ma con strumenti e approcci diversi.
Verso il prossimo passo: Small moves, big shifts
Il marketing digitale, non è una questione di grandi strategie astratte. Funziona su scelte operative minime: un database condiviso, una dashboard leggibile, una campagna automatizzata che rispetta il tempo dell’utente.
Tecnologia e umanità non sono in opposizione. Coesistono in ogni dettaglio: da un tone of voice coerente a un sistema di tag ben costruito. È lì che si gioca la rilevanza.
Chi lavora nel marketing oggi interviene dentro sistemi complessi, ma modifica impatti reali con gesti banali. Ogni elemento, se progettato con attenzione, può migliorare un flusso, una relazione, un’esperienza.





